ALBERTO SIPIONE

Sulla fotografia autoritaria

15-10-2019 22:16

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QUANDO LA DITTATURA ERA BELLA , ANCHE D'ESTATE.

Anche nel sud della Sicilia, non mancano d’estate le mostre di fotografia legate indissolubilmente al turismo.
Accanto alla tanto acclamata Street Fotografia , che è un ripubblicare/ riprodurre di luoghi comuni che solo un attenta analisi e solo uno sciamano potrebbe, forse guarire, permettendoci un salto necessario nel futuro.

Non manca la fotografia contemporanea da esporre nelle -contemporanee gallerie-.
Sempre per tenerci informati abbiamo visitato una di queste mostre di un autore venuto dall’est nella bella città di Modica.

Attratti dai danni industriali e dalle macerie che il capitalismo ed il socialismo ci hanno hanno lasciato in tutta Europa abbiamo voluto conoscere il lavoro di colui che ha preso pure parte alla biennale di Venezia.

La sorpresa è grande quando entriamo ed è lui stesso che spiega/vende il suo lavoro. Cosa che a noi personalmente non piace perché ricorda i venditori di pentole nei mercati.( senza offesa per nessuno ! )

Le fotografie di piccolo formato ma sistemate in cornici in maniera tematica mostrano i resti delle di edifici del passato industriale del suo paese, immagini che noi al sud conosciamo benissimo.

A “legare” le foto ci pensa un cortometraggio / cartone animato, dove la figura principale, un ex lavoratore sempre con la faccia triste, mostra al figlio ( alternativo con felpa e cappuccio ) il suo ex luogo di lavoro; e di un tempo dove la fabbrica funzionava e si lavorava.

Le animazioni vengono mischiate a filmati originali dove lavoratori con i loro attrezzi da lavoro si avviano felici e cantando verso la fabbrica con i loro fazzoletti rossi , contenti, a quanto pare di lavorare come schiavi all’edificazione della nuova società socialista, il paradiso che verrà.

Non c’é posto in questa miseria nemmeno per una riconversione/situazione ludica: Il figlio del lavoratore triste e barbuto che comincia a farsi trascinare da un vecchio gancio di trasporto e sembra divertirsi, viene immediatamente ripreso e schiaffeggiato dal padre.

Le immagini dei lavoratori e lavoratrici sono quelle tipiche della propaganda di ogni regime, socialista, fascista o anche democratico: convincere il popolo di un progetto comune al quale tutti devono piegarsi. Il premio sarà come dopo ogni sacrifico la promessa dell' Eden con o senza le 12 vergini.


Vorremmo concludere le nostre piccole annotazioni con una frase dell’anarchico francese Déjacque :

Avanti tutti ! E con le braccia al cuore,
La parola, la penna, il pugnale e il fucile, l’ironia e la bestemmia,
Il furto, l’avvelenamento e l’incendio,
Facciamo…la guerra….alla società …!


Agosto 2019

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Fotobox Nicaragua

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