ALBERTOSIPIONE

siracusaperiferica THE ALBUM

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Siracusa periferica: l’album ( Testo Massimiliano Scordamaglia )

Quante immagini girano sulla Rete e quanta musica si produce, eppure accadde che le foto di Alberto Sipione si distinsero dalla massa e mi piacquero al punto da scrivergli e complimentarmi, scoprendo con non poca sorpresa che a sua volta mi conosceva e apprezzava le mie composizioni.
Immagine e suono, due mondi distanti ma non contrapposti, distribuiti uno nello spazio, l’altro nel tempo, domini diversi ma strettamente legati. Solitamente la musica si sposa con l’immagine in movimento ma perché mi sono detto, non creare una vera e propria colonna sonora ad una foto, ad un singolo istante. Nell’accezione deleuziana, la fotografia non e’ un fotogramma, perciò parliamo di fatto di un oggetto diverso dal cinema, qualcosa capace di contenere una narrazione tutta sua, l’intera sceneggiatura di forme e colori, sensazioni e storie che vediamo nel tempo e nello spazio, ben oltre i limiti presunti del singolo momento ritratto. Certo, serve un grande fotografo e Alberto lo e’ perché sa coinvolgere l’osservatore e proiettarlo nel suo cosmo.
In realtà Alberto va oltre. Egli stratifica il messaggio, sa arricchire di innumerevoli significati i suoi palazzi, gli interni delle case, gli oggetti abbandonati o semplicemente il blu del cielo e del mare e anche questo, Alberto lo sa, mi piace tantissimo.
Nella sua fotografia vincono l’equilibrio e le proporzioni delle forme eppure la narrazione e’ feroce, talvolta rabbiosa. Ha istinto, l’irrazionalità incandescente dell’artista che si esprime in prospettive da manuale, terzi perfetti e un controllo impressionante.
Mi riconosco in questa dicotomia espressiva, perciò trovarci al centro di un lavoro unico e comune e’ diventato inevitabile, persino necessario.
Compreso che si poteva fare, farlo e’ stato facilissimo, quasi ovvio. Delle foto ho usato le forme come scansioni temporali, ho transcodificato le prospettive in armonie e infine ho lasciato che le sensazioni guidassero le melodie.

Naturalmente parliamo di musica generativa, quella serie di processi stocastici ed automatici creati attraverso algoritmi preordinati ma dall’esito indeterminato. Dismesse le vesti di programmatore, il mio ruolo si limita a concepire un andamento, decidere gli strumenti, una struttura di massima e la scansioni degli eventi ma quello che succederà, che tipo di armonie risulteranno, come le linee melodiche sapranno arricchirsi a vicenda e mescolarsi, è al di fuori del mio controllo, laddove decide la macchina, ciò che chiamo Audiodrone, un sequencer MIDI abbinato ad una daw.

Un aspetto importante da comprendere è l’unicità dei brani, come detto casuali quindi unici ed irripetibili. Potrei rilanciare i programmi milioni di volte senza riottenere la stessa canzone, simili nella struttura certo ma mai uguali, talvolta molto distanti melodicamente e armonicamente
Per “Siracusa Periferica” ho sviluppato nuovo funzioni e creato nuove regole sulle sequenze melodiche con un occhio di riguardo alle temporizzazioni e alla forma in generale. Per il progetto ho voluto pero’ spingere sul connubio tra musica generativa e rumore/suono, con innesti, integrazioni, compenetrazioni di vario livello e grado di musica elettronica, elettroacustica, rumore, campionamenti e sequenze concrete laddove la forma espressiva richiedeva l’utilizzo dell’una e dell’altra tecnica. Naturalmente non esiste separazione, tutto concorre ad esprimere la mia interpretazione emotiva e stilistica delle immagini di Alberto.

C’è voluto del tempo per sposare libro e cd abbinato, un anno esatto dalle prime foto di Alberto e le prime sequenze. Da parte mia la creazione dei brani intesi come insieme di algoritmi e il resto del materiale sonoro, ha richiesto relativamente poco tempo, circa quattro o cinque mesi, poi una lunga fase di produzione e post-produzione con infinite rettifiche e parziali riscritture in particolare sull’elettronica, un coordinamento non banale tra i nostri progetti ma alla fine libro e CD hanno visto la luce.

Il consiglio che posso dare e’ di ascoltare tenendo le fotografie innanzi, sentire i suoni circondare le forme, ascoltare le armoniche riempire i volumi e le frequenze rimbalzare tra le architetture. Ovviamente immagini e musiche hanno vita autonoma ma l’insieme e’ senza alcun dubbio superiore alla somma delle parti.
Sono soddisfatto del risultato finale, incantato dal lavoro di Alberto che spero di essere riuscito a valorizzare oltre la già alta qualità che lo contraddistingue.
Per tutte le altre informazioni e approfondimenti, troverete molto altro su queste pagine e sul sito di Alberto Sipione.
Buona visione e buon ascolto.

Acquista libro e CD su
www.albertosipione.it

Acquista l’album su CD o file su
maxscordamaglia.bandcamp.com/album/siracusa-periferica-the-album



Altre info su
www.facebook.com/albertofotografia21

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date: 21-03-2018 08:36

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Il felice carro funebre della fotografia

02-07-2017 18:26

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Ci risiamo, anche quest’anno con l’estate arrivano i festival della fotografia, accompagnati dai concorsi fotografici. Ci si annoia tantissimo a leggere i programmi e l’organizzazione tutti uguali: mostre dei quotati vincitori del concorso x , letture portfolio, aperitivi, workshop etc: tutto ciò che si ascolta ed è noto all’interno della scena fotografica italiana. Ci si incontra, ci si vuole bene, poca critica e arrivederci all’anno prossimo. L’anno è stato aperto con l’incontro a Roma sugli stati generali della fotografia. Anche qui chi ha avuto l’opportunità di partecipare ha potuto stringere qualche mano benevola.

La fotografia italiana e non solo è quasi nella sua totalità al servizio della „società dello spettacolo“ , commercializzata e ridicolizzata. Fotografi emergenti ed organizzazioni, circoli di fotografia quando cominciano a fare un passo piu’ grande vengono, come altre discipline, risucchiati all’interno dell’economia della merce. Si diventa presto curatore, direttore scientifico, direttore artistico.
Ma la fotografia non conosce padroni , né confini, né padrini degli istituti finanziari e delle banche, sul sangue degli oppressi non si puo’ costruire nessun mondo davvero nuovo.

Ovunque la fotografia si giudica a colpi di dollari e non per i suoi contenuti culturali, eversivi.
I corsi di fotografia sono tutti incentrati sulla tecnica dello scatto, sulla post produzione, sulle modelle in prestito da fotografare. Qualcuno ha detto che qualsiasi stupido puo’ scattare una foto, allora perché pagare per il nulla? Per cio’ che puo’ essere imparato in un giorno?

La fotografia va imparata nella strada, nasce nei piedi, camminando, errando.Si impara nelle cantine con un buon vino rosso, magari cantando e sputando in faccia al primo padrone che si incontra per la pubblica via. A volte anche le giuste letture e la buona musica aiutano ad uno scatto pieno di bellezza. Si impara dagli uomini e donne in rivolta che hanno aperto gli occhi alla luce ,sognatori di un altro mondo da desiderare abbattendo il vecchio forcaiolo e spettacolare, contro l’idea della fotografia come merce estetica.

La sfida della fotografia è l’idea di un arte senza aura, di una comunicazione senza profeti, di una cultura senza sciamani; non si tratta di fare della scrittura fotografica una „religione della ragione“, ma détournare l’insieme dei linguaggi fotografici come maneggio di tutte le armi espressive..fare della propria epoca una gran festa funebre dell’apparenza.

Alberto Sipione, fine Giugno 2017

Apparso il 2 Luglio 2017 su :https://movimentoartevaporizzata.blogspot.it/

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Sulla Stupidità Fotografica

Contributo apparso su http://movimentoartevaporizzata.blogspot.ch
Alberto Sipione Luglio 2016

L'estate oltre che essere la stagione dei bagni al mare e delle passeggiate in montagna è pure la stagione dei festival ed incontri vari sulla fotografia. Ogni iniziativa spesso non è che la ripetizione noiosa di un già' visto. Grazie alla possibilità di diventare artisti- fotografi- curatori offerte dall'utilizzo strategico-propangadistico delle rete crescono in maniera esponenziale i geni della fotografia self-made, termine inglese, o fatti in casa.
....Leggi in PDF

more: stupidita__768__fotografica.pdf (74.18 KB)

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date: 17-01-2017 00:53

tags: arte, fotografia, stupidità, critica fotografica, situazionismo, società,

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