ALBERTO SIPIONE

Metamorfosi

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*..….Il mondo delle cose ci tiene sequestrati fin dalla nostra nascita. Dal primo vagito all'ultimo rantolo trascorriamo la nostra esistenza all'ergastolo della riproduzione sociale, quotidianamente convocati ad adempiere a doveri ed obblighi.
Dobbiamo obbedire ai genitori e fare i bravi ragazzi; dobbiamo obbedire ai professori e diventare studenti modello; dobbiamo obbedire ai padroni ed essere lavoratori disciplinati; dobbiamo obbedire allo Stato e comportarci da onesti cittadini.

In cambio avremo un'adeguata paghetta, una buona pagella, un salario decente, un certificato penale immacolato. Se male non faremo, paura non avremo. E potremmo arrivare in tutta tranquillità alla pensione e alla morte. È questo il destino garantito a ciascuno di noi all'interno di questo mondo. Molto appassionante. Tuttavia, non tutti sono disponibili a timbrare ogni mattina il cartellino della servitù volontaria. Allora, come diceva un pensatore “irregolare”, < solo l'azione si propone di trasformare il mondo. Non esiste imperativo che possieda un'efficacia più rude. Ma chi domanda all'azione di realizzare la volontà che lo anima riceve presto strane risposte.Impara in fretta che l’azione efficace è quella che si limita ad obiettivi mediocri. Ed accetta: credeva di trasformare il mondo a misura del suo sogno, non ha fatto che trasformare il suo sogno adeguandolo alla stregua della realtà più misera. La prima rinuncia che l'azione domanda a quello che vuole agire e di ridurre il proprio sogno alle proporzioni indicate dalla realtà >.
Miseria dei militanti e degli attivisti.

Ma ancora non tutti sono disposti a rassegnarsi alla moderazione del realismo a muoversi entri i limiti rachitici di quanto è dato. Allora, solo il sogno si propone di sconvolgere l'esistente. Non esiste imperativo che esiga una soddisfazione più eccitante. Ma chi domanda al sogno di materializzare il desiderio che lo anima riceve presto strane risposte. Impara in fretta che il sogno soddisfatto è quello


che si limita a voglie mediocri. Ed accetta: credeva di sconvolgere l'esistente con la sua azione, non ha fatto che sconvolgere la situazione adeguandola alla stregua della realtà piú miseranda. La prima rinuncia che il sogno domanda a colui che vuole esaurirlo e di ridurre la propria azione alle proporzioni indicate dalla realtà. Miseria degli artisti e degli esteti. Chi agisce, deve rinunciare a sognare. Chi sogna, deve rinunciare ad agire. In tal modo i vasi comunicanti dell’energia umana si ritrovano ostruiti, separati da un muro invalicabile, impossibilitati a fecondarsi reciprocamente. L’azione viene recintata dalla politica, in preda ai partiti. Il sogno viene recintato dall’arte in preda alle avanguardie. I militanti sono consapevoli della tristezza che affiora nei loro atti, ecco perché talvolta evocano a denti stretti “l’utopia”. Gli artisti sono consapevoli dell'impotenza che accompagna le loro immagini, ecco perché talvolta evocano con imbarazzo “la rivolta”. Ma se le parole dei primi finiscono sempre nella propaganda, quella dei secondi non si discostano mai dalla performance. Da una parte e dall'altra, non sono molti coloro che hanno trascorso la propria vita nel tentativo di sfondare quel muro divisorio.

I poeti pronti a salire sulle barricate, così come gli insorti dediti alla fantasticheria, si contano sulle punta delle dita. Eppure, per quanto possano apparire deboli, incerti, talvolta pure sgraziati, i colpi che hanno inferto contro la barriera che trattiene l'essere umano dal concretizzare i propri desideri più folli sono tutto ciò che a nostro avviso valga davvero la pena ricordare, amare, affinare.
E poco ci importa davvero, del sarcasmo con cui le persone ragionevoli hanno spesso commentato i loro sforzi solitari. Per fare la finita con questo mondo a senso unico, bisogna sognare e bisogna agire. Queste due parole di disordine devono essere un tutt'uno.
È questa la lezione che c'è stata tramandata dai grandi indesiderabili……

* Introduzione al libro , Renzo Novatore , le rose dove sono le rose ? Gratis Edizioni 2013

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