ALBERTO SIPIONE

La Fotografia in Sicilia e Scianna Superstar


Ogni riferimento ai Photo Fest è voluto.


di Alberto Refrattario


“La vita e la rivoluzione verranno inventate insieme o non saranno affatto... non è sufficiente bruciare i musei. Bisogna anche saccheggiarli” ( Internazionale Situazionista )


La fotografia italiana, ridicola, ripetitiva e di un conservatorismo da ghigliottina si presta volentieri al servizio della „società dello spettacolo“, commercializzata e ridicolizzata. Assessori comunali, cuochi, scrittori, politici, autodidatti curatori del copia e incolla presentano mostre e rassegne fotografiche. Ma la fotografia non conosce padroni, né confini, né padrini degli istituti finanziari e delle banche, sul sangue degli oppressi non si puo’ costruire nessun mondo davvero nuovo.

La cultura italiana ovvero il mondo dello spettacolo ripetono da decenni gli stessi rituali gli stessi linguaggi e meccanismi….da Pippo Baudo a Sgarbi. Per l’audience cè bisogno di personaggi famosi da ripresentare in Continuum. Non si sottrae a questa commedia la fotografia.
La sfida della fotografia è l’idea di un arte senza aura, di una comunicazione senza profeti, di una cultura senza sciamani; non si tratta di fare della scrittura fotografica una „religione della ragione“, ma détournare l’insieme dei linguaggi fotografici come maneggio di tutte le armi espressive..fare della propria epoca una gran festa funebre dell’apparenza.

La fotografia ribelle svela i trucchi delle oscenità mercantili, nascoste appena da patinature estetizzanti, restituendole alla natura concreta del quotidiano. Prende coscienza dello spazio urbano, dei suoi risvolti sociali e personali. L’immagine apre un varco, una domanda semplice: come vogliamo vivere? La fotografia ribelle non ha bisogno di testi e di maestri per esprimersi. Ogni fotografia o celebra il sistema/potere o cova quotidianamente pratiche per la sovversione. In definitiva è eversiva, nel senso latino di e-vertere, cambiare direzione. La fotografia è un sasso lanciato nello stagno dei progetti di omologazione che lo spazio trasmette (impone?) al linguaggio ed ai comportamenti basati sull’obbedienza del modello unico

Ovunque la fotografia si giudica a colpi di dollari e non per i suoi contenuti culturali, eversivi.
I corsi di fotografia sono tutti incentrati sulla tecnica dello scatto, sulla post produzione, sulle modelle in prestito da fotografare. Qualcuno ha detto che qualsiasi stupido puo’ scattare una fotografia, allora perché pagare per il nulla? Per cio’ che puo’ essere imparato in un giorno?

Il Maestro Ferdinando Scianna, per lunghi decenni membro della Magnum, potrà sicuramente trasmetterci ancora molto della sua lunga esperienza. Ma noi abbiamo bisogno di altre e altri cattivi maestri. La FOTOGRAFIA come la poesia è condannata a vivere al bordo della società, forse suo luogo naturale. Li’ dove gli eretici, i ribelli, gli sciamani, le fate e le streghe sono liberi di esprimersi a loro modo, pagando a volte il prezzo della solitudine. É li’ in questa periferia pero’ che si affilano gli artigli che un tempo graffiavano i preti e bruciavano le menzogne della chiesa, dello stato, e oggi del mercato. A noi interessano più Queste/i altre/i .
A cena con il maestro SCIANNA ci andremo, ma solo se lui paga il conto e parlando di tutto, tranne di fotografia.

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date: 07-11-2019 10:35

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