ALBERTOSIPIONE

Sogni venduti e fotografia ribelle

21-08-2017 13:24


di Alberto Sipione


Il mondo in cui viviamo, prima di tutto nel suo scenario materiale, si rivela di giorno in giorno sempre più stretto. Ci soffoca. Subiamo profondamente la sua influenza; reagiamo ad esso secondo i nostri istinti invece di reagire secondo le nostre aspirazioni. In una parola questo mondo comanda il modo di essere e cosi’ ci schiaccia. (Internazionale Situazionista Nr.2 , Dicembre 1958)

Nelle nostre città ci si annoia: la città vecchia è stata sepolta nella memoria, e la memoria nell'oblio, ma solo dopo la deportazione dell'Agorà nella suburbia delle schiere perfette dei centri multi-commerciali, dei palazzi alveare con le celle dormitorio.
I “sogni venduti“ delle quattro mura sicure, si sono infranti nel nulla sovraffollato, nel rovesciarsi progressivo delle pattumiere gonfie d'orgoglio che seppelliscono pure i servizi sociali intenti a cacciare via fumi mefitici .
Quanto sono improvvisamente lontani il mare ed il tempio del sole.

Le strade non sono più punto d’incontro creativo, di scambio e socializzazione, ma il tappeto di carboni ardenti da attraversare in fretta per rincasare nei fortilizi della solitudine. D'altronde a cosa servirebbe lasciarsi ustionare, indugiare nella contemplazione del massacro quotidiano d'ogni lembo d'umanità?...........

( leggi contributo completo sotto in PDF )

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